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La moto che ci vendono...
Di Massi (del 20/04/2007 @ 18:32:58, in Vita a Barcellona, linkato 2738 volte)
Scrivo questo post dall’aereo Ryanair che mi porta a Roma, dove rimarrò per i prossimi 10 giorni. Ogni volta che volo con loro prometto che sarà l’ultima...fino al prossimo biglietto a 1 centesimo spese e posti assegnati esclusi !
Comunque...considerato che il bambino dietro di me sembra (...sembra...) essersi addormentato, che io sono riuscito a sedermi su una poltrona davanti all’uscita di sicurezza (consiglio per i viaggiatori Ryanair: sempre posti davanti alle uscite di sicurezza...avete il doppio di spazio per le gambe. Dovrebbero essere le file 16 e 17) e che l’aereo è partito con soli 30 minuti di ritardo (nonostante, per la gioia di mio padre che mi verrá a prendere, il capitano paventa la possibilitá di atterrare a Fiumicino invece che a Ciampino come previsto), non mi lamento !
Sono due giorni che penso a questa città e all’immagine che si è costruita verso l’esterno.
Fatevi un giro verso le 7 di sera per la spiaggia del Porto Olimpico.
Cosa vedete ?
Inglesi/Tedeschi/Italiani/Americani in ciabatte da mare (normalmente infradito marca Hawaianas) sorseggiando un cocktail in locali trendy finto-zen, divani in riva al mare, musica lounge stile Cafè del Mar.
Bene...
Ora, andate all’aeroporto di Girona, settore partenze, e guardatevi intorno.
Cosa vedete questa volta?
Gli Inglesi/Tedeschi/Italiani/Americani di prima, con le stesse ciabatte da mare,  con il sombrero in testa (comprato in uno qualsiasi dei negozi di souvenir della Rambla), la maglietta del Barca o della Renault di Alonzo (l’anno passato...quest’anno indossano quella della Mercedes).

Sapete cosa cantava oggi in aeroporto un gruppo di Italiani ? “Hace Calor”...una canzone vecchissima (penso) della movida Madrileña anni 80.

Un’espressione tipica di qui è “Ti vendono la moto”, che significa far apparire le cose un pò differenti da quello che sono in realtà.

Questa è la moto che ti vende Barcellona: da un lato ti fa sentire come uno dei personaggi di Jordi Labanda (non per niente si è trasferito in pianta stabile a BCN)...bello, elegante, perfettamente integrato nel bel mondo, padrone di se e a suo agio mentre, in uno qualsiasi dei locali alla moda di cui sopra, sorseggia il suo mojito.
Dall’altra, con i turisti, prova a far finta di essere Spagna, offrendo al turista ignaro delle battaglie sociali per una Catalunya libera e indipendente (anzi...spesso ignari anche dell’esistenza di una regione chiamata Catalunya), vestiti a pois da Sevillana (il ballo), nacchere, sangria gelata e avanzi di movida, con annessi e connessi.

La cosa geniale è che questa non la solita trappola per turisti mordi e fuggi: se vai a Venezia per 2 giorni e decidi di prendere un cappuccino seduto in un bar di piazza San Marco, lo sai e te ne assumi tutta la responsabilità. Ma non penso esistano veneziani che abitualmente prendono il caffè a piazza S. Marco. Invece Barcellona è più subdola...anche noi residenti stranieri, molto spesso, ci compriamo la moto...felici e beati di averla comprata...soddisfatti del nostro appartenere al bel mondo di Jordi Labanda (per chi continua a chiedersi chi è questo Jordi Labanda, date un'occhiata qui o qui),  o della nostra autentica comprensione e vicinanza empatica alla cultura gitana.
Il fatto è che molti di noi (perlomeno io), vengono a Barcellona proprio per questo: sentirci parte del Jet-set nei giorni pari, mezzi gitani in quelli dispari...

Nonostante siano quasi 3 anni, ancora (ma meno di prima) compro questa moto...basta sapere di che moto si tratta !
 
# 1
Massi hai scritto un pezzo davvero bello. Intelligente e bello.
Grazie!
Di  Anna  (inviato il 20/04/2007 @ 22:48:14)
# 2
Stai attenta Anna che Massi ti ruba il lavoro!!! : - )
Anna come e' andato il Salone del Libro? Un bacione di buona notte a tutti! Lu
Di  Lu  (inviato il 21/04/2007 @ 02:32:05)
# 3
Massi, sono vissuto molti anni a Venezia e sto a Barcelona ormai da due. Se posso permettermi un commento, quello che dici e' straordinariamente vero e scritto benissimo.
Le tue riflessioni mi hanno fatto venire in mente un libro letto appena arrivato qui: "Barcelonas" di Vasquez Montalban. Lui, con la sua morte, si e' fermato alle olimpiadi, tu potresti scrivere il seguito, sotto forma di editoriali, in questo sito.
Non credo sia difficile, basta uno la settimana...
Grazie e saluti!
Marco
Di  Marco57  (inviato il 21/04/2007 @ 16:46:56)
# 4
Ciao a tutti! Stavo guardando nel sito della Ryan per fare una capatina a casa (a Cesena) a giugno (e' sempre bene muoversi x tempo) ..e se si acquista entro il 30 aprile ci sono delle buone opzioni .. riuscendo a incastrare bene i gg si puo' spendere a/r 20 € ..
Di  Lucia  (inviato il 21/04/2007 @ 18:32:56)
# 5
Ciao massi, mi chiamo laura e sono una ragazza di 18 anni della provincia di milano..è da settembre che sogno di passare tutta l'estate a barcellona da sola per allontanarmi un po'..volevo chiederti se potevi darmi qualsiasi consiglio utile..soprattutto per l'appartamento..grazie!
Di  Laura  (inviato il 22/04/2007 @ 12:23:50)
# 6
Ciao Marco,
al mio ritorno, sicuramente cercherò il libro di cui parli.
Purtroppo non ho nè la conoscenza della cittá e della sua storia, nè lo stile e l'intelligenza critica di Montalban per osare scrivere il seguito di un suo libro ! Grazie comunque per la fiducia : - )
Di  Massi non loggato  (inviato il 22/04/2007 @ 18:54:58)
# 7
Masssi, complimenti per il tuo pezzo.
Di  Alessandra  (inviato il 22/04/2007 @ 19:10:56)
# 8
Non te ne accorgi subito, perché prevale per molto tempo l'immagine della città tutta design e accogliente, ma questa è una città dove se non fai parte del giro giusto (residente da generazioni rigorosamente dalla Diagonal in su) sei tagliato fuori o devi fare una gavetta ultradecennale. È una discriminazione subdola, se vuoi, ma esiste ed è fortissima. Certo, se poi uno si accontenta dell call center e del tirare a campá è un'altra storia, sto però parlando per chi desidererebbe sfondare come professionista, da pari a pari con un catalano. Meglio allora puntare altrove.
Di  Barcellonese  (inviato il 22/04/2007 @ 22:02:27)
# 9
Hai perfettamente ragione...non combatterai mai ad armi pari con un Catalano.
Di questo e altre cose abbiamo parlato qui:
http://www.italianiabarcellona.com/dblog/articolo.asp?articolo=48
Però in Italia è diverso ? Uno straniero in Italia, ha le stesse opportunità di un Italiano ?
Di  Massi non loggato  (inviato il 22/04/2007 @ 23:27:44)
# 10
Io ho preso una decisione radicale, prima dello Spagnolo mi iscrivo ad un corso di Catalano. Almeno di traverso potrò infilarmi nelle maglie dello spirito del posto, capire cosè la Catalogna....
Di  anna  (inviato il 22/04/2007 @ 23:52:35)
# 11
Non mi riferisco (solo) alla lingua. Anche perché le classi alte qui sono prevalentemente castigliano parlanti. Guardate la scuola italiana, il liceo francese...strapieno di spagnoli, di figli di catalani di un certo livello culturale ed economico che preferiscono dare al figlio un immersone scolastica in italiano/francese piuttosto che in catalano, coscienti che è una lingua che serve a ben poco. E però è un circolo vizioso: allo straniero appena atterrato fanno credere che il catalano sia fondamentale per ambientarsi e per sfondare quando in realtà così non è (ho vagonate di esempi pratici in mente). Invece sto parlando di carattere locale, del fatto che è difficilissimo entrare nei giri giusti, del fatto che parlano tanto dell'Italia ma pure qui c'è una sorta di mafia e di "amiguismo" niente male, altroché!, dove entri solo se conosci le persone giuste....
Di  Barcellonese  (inviato il 23/04/2007 @ 00:16:29)
# 12
Capisco cosa vuoi dire, e rispetto al lavoro penso sia un problema, io lavoro con l'estero ma capisco che per qualcuno che davvero voglia trasferirsi per sempre a Barcellona sia noioso non poter accedere a lavori più prestigiosi.
Rispetto alle amicizie a me sinceramente dei giri "giusti" frega poco. Mi interessa poter andare a fare la spesa e parlare di pomodori con un catalano. Sentire il racconto di quello che è stato di Barcellona prima e dopo il franchismo, la sua storia, la sua rinascita, ma dalla gente che ci stava in mezzo, non ai lati...
Di  anna  (inviato il 23/04/2007 @ 10:46:42)
# 13
Anna, non ti conosco, ma ho fatto come te, prima il catalano poi...niente perche' ogni volta che cominciavo un corso di spagnolo (All.E.O.I.)mi capitava qualcosa che mi costringeva ad interromperlo. Comunque sono d'accordo con te: non m'interessano i "giri giusti" vorrei cercare di capire com'era questa strepitosa citta' prima che la facessero a pezzi la speculazione edilizia(di tutti),il traffico e il modello turistico-consumistico. Questo lo puoi fare solo se capisci la LORO lingua. Nel frattempo non so come procurarmi da vivere e confido nella pazienza di mia moglie... Chi vuole parlare di questo tema?
Di  Marco57  (inviato il 24/04/2007 @ 11:03:57)
# 14
Lettori tutti, se volete io ho il CD con la scansione in PDF del libro "Barcelonas" di Vasquez M. in italiano (Leonardo Paparback pagg. 285)e posso prestarvelo se ve lo volete stampare, magari attraverso Massi.
Di  Marco57  (inviato il 24/04/2007 @ 11:12:21)
# 15
I "giri giusti" son quelli che ti permettono di optare a lavori che non siano di 1000 euro striminziti al mese, che sono niente anche nella ridente Barcellona, oltre che a Milano, Roma e Napoli. Non ha nulla di snobista. È un dato di fatto. Solo che i colori e i suoni ipnotici di Barcellona-tanto-bbbbbella a volte lo fa dimenticare. ¡Suerte a todos!
Di  Barcellonese  (inviato il 24/04/2007 @ 11:39:35)
# 16
Bah..mi sembrano generalizzazioni.
Conoscvo architetti non catalani che si sono ultra ben inseriti senza conoscenze di sorta, e il mio ragazzo che non conosceva proprio nessuno ha un posto di direttore in un'azienda locale e guadagna più di quanto dici...
Sarà come dici tu, ma le eccezioni esistono.
Saluti cari!
anna
Di  Anonimo  (inviato il 30/04/2007 @ 12:54:26)
# 17
"Anche perché le classi alte qui sono prevalentemente castigliano parlanti. Guardate la scuola italiana, il liceo francese...strapieno di spagnoli, di figli di catalani di un certo livello culturale ed economico che preferiscono dare al figlio un immersone scolastica in italiano/francese piuttosto che in catalano"

Falso! L’Istituto Italiano, Francese, Tedesco… sono trilingue per legge, italiano-catalano-castigliano, perché sino uno non può accedere alla “maturità”-“selectivitat” che ti permette arrivare all’Università.
Di  studente stituto francese  (inviato il 07/05/2007 @ 00:30:43)
# 18
Saranno pure trilingue (sulla carta) ma il catalano è assai minoritario, nemmeno paragonabile al numero assurdo di ore di lezione in catalano di una qualsiasi scuola pubblica locale...
Di  ex studente liceo italiano  (inviato il 08/05/2007 @ 08:19:36)
# 19
Ciao Massi
Gran bel articolo credo che rappresenta la maggior parte di tutti noi 'immigranti' ........cmq io ho mollato definitivamente la Rayan per la clickair che fa viaggi quasi allo stesso prezzo e senza lo sbattimento di arrivare a girona(giusto x rispetto tuo mentre ti scrivo ascolto roma capocchia mischiato con un gruppo ska di bilbao)
Ciao Dino
Di  Dino  (inviato il 09/05/2007 @ 10:35:51)
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