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40 anni a Barcellona
Di Massi (del 25/07/2007 @ 11:45:10, in Vita a Barcellona, linkato 14320 volte)
Grazie a un paio di commenti su un post passato, ho iniziato a scrivermi con Andrea, un veterano tra gli Italiani a Barcellona: 40 anni di onorata carriera.

Vorrei riportare la sua testimonianza...sperando che sia solo il primo post di una lunga serie...


Sono cresciuto in questa meravigliosa città, ho 42 anni e ci sono venuto per la prima volta nel 1967. Faccio parte di una generazione i cui genitori si trasferirono qui per lavoro (star, Pirelli, Olivetti, ecc.) ed ho studiato alla scuola italiana (asilo, elementari, medie e liceo). Abbiamo passato tempi difficili come il franchismo, tempi difficili soprattutto per gli spagnoli e specialmente per i catalani. Ricordo che a quell'epoca, quando andavo in vacanza in Italia e poi tornavo qui, avevo la sensazione che questo era un paese che stava indietro rispetto all'Italia. Negli anni '80 inizió il boom della Spagna e dal 1984-85 soprattutto quello di Barcellona, una città che con la complicità di tutti si preparava a candidarsi per le olimpiadi del 1992 (con avversari come Parigi, New York, Amsterdam...non poco!). L'assegnazione di quelle olimpiadi segnó l'inizio di un epoca indimenticabile per tutti quelli che eravamo qui. Posso dire che abbiamo vissuto "i migliori anni delle nostre vite", si andava in giro per la città e c'era un entusiasmo incredibile, voglia di vivere ogni minuto del giorno la trasformazione di Barcellona. A quel punto la sensazione si era capovolta...chi stava davanti era Barcellona (rispetto a Milano, la sua 'omonima' dove ho vissuto e sono stato molte volte).
Negli anni '70-'80 i residenti italiani eravamo di meno, ma ci conoscevamo tra tutti. I turisti che venivano erano dei signori. Negli anni '90 (dopo le olimpiadi) è cambiata la storia. Sono venuti moltissimi italiani che credevano di diventare i padroni di questa città in soli 4 giorni. Li sentivo parlare...e pensavo "questo non ha capito niente", non solo ma si permettevano anche di andare a dare lezioni di cosa bisogna fare o non fare in questa città. Molte volte sentivo critiche ingiuste da parte loro, che non erano nessuno per parlare. Questa tendenza è continuata e perfino aumentata col passare degli anni. Oggi posso dire che conosco una piccola parte degli italiani a Barcellona (prima tutti...) e conoscendone alcuni dei nuovi mi passa la voglia di frequentarli.
Sinceramente, ho ripassato il tuo sito e mi sembra che ho esagerato con la critica perchè mi sembra molto costruttivo e molto pratico: informazioni, dati, opinioni....forse non concordavo con qualche messaggio e mi sono lasciato andare...pensando "sono tutti uguali". Ma non è così.
Col passare degli anni credo di conoscere a fondo la psicologia degli spagnoli, dei catalani, dei barcellonesi, degli italiani (i residenti ed i turisti)...e gli anni mi hanno insegnato a non essere nazionalista (di nessun paese!), a non considerare superiore uno all'altro (brutto vizio in genere per molti italiani di questa città). Non mi arrabbio quando uno dice "italiano=mafia", perchè so come lo dice (lo fa per scherzo e sapendo che non è vero). Anche gli italiani credono che gli spagnoli sono toreri...e Barcellona è città anti-taurina (in questo caso forse lo dicono per ignoranza e non per scherzo, purtroppo). Se c'è un popolo che è sempre stato visto con simpatia ed accolto dai catalani come uno di loro...questo è il popolo italiano. Non sempre gli italiani corrispondono con le stesse buone intenzioni e questo mi dispiace.