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Presa Diretta, gli Italiani a Barcellona e la reale situzione lavorativa
Di Massi (del 05/10/2011 @ 14:37:04, in Lavoro a Barcellona, linkato 17735 volte)
A seguito delle molte mail che ho ricevuto negli ultimi giorni, successivamente alla trasmissione "Presa Diretta", in cui si descriveva Barcellona come il paradiso terrestre per gli Italiani in fuga, voglio riportare la bella lettera pubblicata sul sito "Spaghetti BCN"

Lettera aperta a Riccardo Iacona

Siamo italiani residenti a Barcellona ed abbiamo assistito al programma Presa Diretta di Domenica 2 Ottobre.

Riteniamo opportuno replicare su alcuni concetti enunciati in forma parziale nel programma.

Soprattutto ci preme sottolineare che:

- Comprendiamo quanto sia difficile suggerire un’idea completa di una comunità numerosa ed eterogenea come quella italiana a Bcn. Tuttavia, gli esempi riportati non sono rappresentativi della complessità cui accennavamo. La realtà dell’emigrazione, anche solo giovanile, è molto più variegata e non sempre coincide con i parametri tradizionali dell’apparente “successo” in campo lavorativo.
Più che una fotografia è stata offerta una “rappresentazione” fuorviante della realtà, in cui facciamo fatica a riconoscerci.

Per quanto concerne il discorso sulla normativa del lavoro in Spagna riteniamo doveroso precisare che:

- Il contratto a tempo indeterminato spagnolo nulla ha a che vedere con quello nostrano. Pensiamo dunque non si possa fare un paragone fra i due sistemi senza portare degli esempi chiari.
Dobbiamo far presente che, con il contratto a tempo indeterminato, è altresì possibile licenziare, in Spagna, senza giusta causa, pagando solo un’indennità al lavoratore (recentemente ridotta dal governo Zapatero).

- Inoltre i contratti a tempo determinato sono arrivati ad essere, qui, il 30% del totale e più del 90% dei nuovi contratti sono a termine. I datori di lavoro (anche l’amministrazione pubblica!!!) hanno abusato e continuano ad abusare di questo tipo di contratti anche quando non sarebbero necessari.

- Le persone intervistate “che hanno trovato lavoro in 4 giorni” non trovano riscontro con la situazione presente. Secondo i dati del Ministerio del Trabajo pubblicati il 4 ottobre 2011, la Catalogna è la seconda comunità autonoma con il più alto incremento di disoccupazione nel settembre 2011 (16.282 ossia il 2,78% in più rispetto ad agosto) con un numero di disoccupati che supera le 600.000 persone (20%).

- Per quanto concerne gli stagisti, in Spagna ci sono, si chiamano “becarios”, e il problema è all’ordine del giorno.

Fornire allo spettatore un’informazione incompleta risulta ingannevole, perché si suscitano ed alimentano aspettative incongruenti rispetto alla realtà.

Citiamo, come esempio limite, quanto accaduto ad un noto sito web di Barcellona, Spaghetti Bcn, le cui visite, dopo la trasmissione, sono più che raddoppiate, secondo le chiavi di ricerca: lavoro a Barcellona, vivere a Barcellona, trasferirsi a barcellona, aprire un’attività commerciale a Barcellona. Una coppia italiana con contratto a tempo indeterminato in Italia, chiede se non sia il caso di licenziarsi e trasferirsi in Catalogna. ( Link )

Riteniamo che, se si voleva sollevare un onesto dibattito sul precariato in Italia e sulla necessaria riforma della normativa sul lavoro, non si doveva farlo utilizzando in maniera distorta l’informazione.
Tutto ciò suscita erronee ed esagerate aspettative e, in molti casi, un grave sentimento di frustrazione in alcuni per non far parte dei pochi eletti che hanno “trionfato” in altri per considerarsi dei “codardi” che non hanno il coraggio di “mollare tutto in Italia” correndo incontro ad un futuro “radioso”.

Non è corretto trattare in maniera riduttiva temi che hanno a che vedere con la vita e la sensibilità delle persone

Un caro saluto

Hanno aderito:
Giusi Garigali, Marco Giralucci, Espatriati.it, Spaghetti BCN, Augusto Casciani, Gabriele Carteni, Nicola Tanno, Francesca Arcara, Federica Garuti, Marco Rossano, Daniele Pistolato



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