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Italiani = Mafia ?!?!
Di Massi (del 09/07/2007 @ 14:57:51, in Vita a Barcellona, linkato 9090 volte)
Un mio amico, lo avrete forse letto tra i commentatori con il nick "Oriundo", mi ha inviato per mail questo piccolo /grande sfogo che, ovviamente, pubblico e appoggio pienamente !
Fatemi sapere cosa ne pensate...


Chissà quante volte ci siamo sentiti rivolgere questo simpatico assioma.

Io personalmente lo sento pronunciare spesso, un po’ troppo a dire il vero, lavorando in un ufficio internazionale con colleghi da tutta Europa.

Intendiamoci, non dico che venga utilizzato con cattiveria, ed è proprio questo che più mi fa innervosire, viene usato come un simpatico sfottò, (magari quando alcuni Italiani si ritrovano a “confabulare” tra loro, questo sì un atteggiamento comune a noi del Bel Paese) con superficialità, sorridendo e pensando che faccia sorridere.

A me invece essere accomunato a Cosa Nostra non fa sorridere per niente anzi, è grave perchè la parola Mafia mi fa subito pensare a tutte le famiglie di gente comune, come me, colpite, vessate, umiliate, assassinate dalla malavita organizzata.

Mi fa pensare ad un’isola che possiede un incanto unico al mondo, la Sicilia, macchiata per sempre da questo cancro.

Mi fa pensare che sicuramente non tutti i Siciliani meritano questo peso, eppure lo devono sopportare.

A volte mi sono seriamente chiesto se questo epiteto di “Mafiosi” un po’ non ce lo meritiamo... ma la risposta è sempre stata no.

No, perchè comunque la maggior parte di noi non ha nulla a che vedere con la mentalità mafiosa.

No, perchè nonostante molti pensino il contrario l’Italia è un paese pieno di persone con grandi idee, con un patrimonio culturale e artistico che tutto il mondo ci riconosce e in qualche caso ci invidia, e in questo la mafia non c’entra nulla, per fortuna.

No, perchè anche se ad oggi pensare di debellare la malavita sembra un’utopia, nel nostro paese non si è mai smesso di combatterla, anche a costo di duri sacrifici.

Mi sono chiesto come far capire a giovani stranieri (un po’ coglioni, diciamolo) che non c’è nulla di divertente in questo sfottò, che la Mafia, quella vera, non è quella che hanno visto nel film “Il Padrino” ma è molto, molto peggio. Qualcosa che risulta difficile da immaginare anche per noi Italiani che non viviamo direttamente a contatto con queste realtà.

Forse potrei raccontargli di quante famiglie, dal nord al sud del nostro paese, sono state danneggiate in un modo e nell’altro dalla malavita.

Potrei fargli la conta dei morti nelle varie faide in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, come se fosse un bollettino di guerra, alcune fonti sostengono che sarebbero 5000 i soli morti ammazzati dalla mafia in Sicilia, probabilmente il dato è sbagliato per difetto...

Forse potrei spiegargli che hanno poco da sfottere, visto che quando acquistano un qualsiasi tipo di droga a Barcellona, (ad esempio ma potrei dire a Londra o Parigi), stanno dando i loro soldi proprio alla Mafia italiana (per la precisione a Camorra e `ndrangheta come ben spiegato da Roberto Saviano nel suo “Gomorra”).

Oltre a primeggiare in alcuni settori “legali” abbiamo anche questi tristissimi primati, bisogna riconoscerlo,

Forse potrei cercare di spiegargli chi erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Impastato e Rosario Livatino.

Potrei cercare di spiegargli che oggi, mentre loro ci dicono “Mafia” con i loro sorrisini ebeti, ci sono migliaia di persone in Italia che contro la mafia, tutte le mafie, lottano senza paura, a costo della vita. Potrei chiedergli di visitare il sito: Vittime della Mafia

O Delitti della Mafia. Oppure il sito dell’associazione contro la mafia Libera o anche quello dell’associazione “E adesso ammazzateci tutti”. Per fargli capire chi sono i veri Italiani, non certo i mafiosi.

Sinceramente essere additato come “Mafioso” anche se fatto “per scherzo” (bisognerebbe poi analizzare quanti lo fanno davvero in buona fede, potrebbero esserci delle sorprese...) inizia a diventare pesante, e soprattutto vorrei che costoro capissero che non fa assolutamente ridere, per niente.